Cartamela Pellemela Frumat

Una mela al giorno… toglie l’inquinamento di torno!

Lo sapevate che dagli scarti delle mele è possibile ricavare materie prime con le quali si possono realizzare due prodotti completamente ecocompatibili? Parliamo della “cartamela” e della “pellemela”. La prima utilizzata per realizzare fazzolettini e rotoli da cucina, la seconda, invece, per le calzature e i rivestimenti dei divani. Fino a pochi anni fa questi scarti di lavorazione industriale venivano smaltiti o utilizzati per alimentare gli impianti a biogas.

Oggi, invece, agli scarti provenienti dalle mele è riservato un destino più nobile e utile; nel laboratorio della Frumat di Bolzano le bucce e i torsoli vengono riutilizzati per ottenere la “cartamela”.

La “cartamela” è un materiale ecosostenibile utile per la produzione di carta igienica, fazzolettini da naso e scatole per imballaggio. Questo materiale viene prodotto con pura cellulosa arricchita dagli scarti di lavorazione delle mele, precedentemente sottoposti a un trattamento di disidratazione e macinazione. Dunque, un prodotto di qualità amico dell’ambiente e anche particolarmente resistente.

Il processo di lavorazione della “cartamela” da parte della Frumat è iniziato nel 2009 e, oggi, l’azienda lavora circa 30 tonnellate di scarti al mese.

Visto il successo della “cartamela” è nata anche la “pellemela”, una similpelle ecologica sempre ottenuta dagli scarti di lavorazione delle mele, ma destinata ai settori della legatoria, delle calzature e dei rivestimenti di divani e sedie.

L’attività di Frumat si concentra soprattutto nella ricerca e nello sviluppo di prototipi che, dopo essere stati testati opportunamente, vengono realizzati a livello industriale.

La “cartamela” e la “pellemela” stanno riscontrando un apprezzabile interesse da parte degli utilizzatori di prodotti ecosostenibili sia a livello nazionale che internazionale dove, in paesi come la Germania, l’Austria, la Svizzera e la Francia l’apertura verso questo genere di produzioni ha fondamenta più antiche rispetto a quelle del nostro Paese.

Chissà che con il tempo non pensino anche a produrre carta adatta alle stampanti e alle fotocopiatrici.

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