Il futuro ecologico delle batterie al litio

La maggior parte degli oggetti elettronici che ci circondano funzionano per mezzo di una batteria: dall’orologio da polso alla tastiera wireless, dallo smartphone a tutti gli altri device che quotidianamente utilizziamo.

Come ormai saprete, le batterie sono rifiuti tossici altamente inquinanti e, per questo, classificate come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Per ovviare al problema, sono in atto numerose sperimentazioni che permettano l’utilizzo di materiali ecologici, come ad esempio il polistirolo, nella produzione di batterie.

A tal proposito, un gruppo di elettrochimici del Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA ha portato avanti uno studio che consentirebbe di produrre batterie al litio impiegando la celeberrima colla vinilica. La ricerca ha dimostrato come, l’utilizzo del polivinile acetato come legante idrosolubile, sia un elemento adatto alla realizzazione delle batterie agli ioni di litio, impiegate nella produzione di device elettronici come smartphone, tablet e laptop.

Adottando questa soluzione i costi di produzione si abbasserebbero notevolmente e, utilizzando l’acqua come solvente, si potrebbe evitare l’impiego di solventi organici (VOC) pericolosi per la salute e per l’ambiente.

Ma non finisce qui, perché un gruppo di studiosi del Centro di Ricerca del Virginia Tech, ha scoperto che le batterie al litio potrebbero essere alimentate anche con lo zucchero. Infatti, sfruttando un composto naturale come lo zucchero, sarebbe possibile avviare una produzione di batterie economiche, ma anche efficienti. Inoltre, queste batterie non sarebbero infiammabili e dunque più sicure rispetto a quelle tradizionali.

Entrambi i progetti, se si concretizzassero, apporterebbero grandi vantaggi alla produzione di batterie con una drastica riduzione dell’impatto ambientale.

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