Sistema autodistruzione smatphone

E se il vostro smartphone si autodistruggesse?

I rifiuti tecnologici (RAEE) rappresentano una parte consistente della produzione mondiale, infatti, stando agli ultimi dati ONU, sembra che ogni anno vengano prodotte circa 42 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici.

Vi abbiamo già parlato dell’importanza del corretto smaltimento dei toner e degli altri rifiuti elettronici, ma per arginare i danni causati all’ambiente da tali dispositivi, è importante trovare nel breve termine una soluzione anche per altri tipi di apparecchiature.

Tra queste rientrano, per esempio, gli smartphone tra i dispositivi più usati e più diffusi a livello mondiale. Cellulari e tablet, in quanto oggetti destinati a una precoce obsolescenza, vengono rottamati con estrema facilità rappresentando la parte più consistente dei rifiuti elettronici (circa il 90%). Purtroppo, però, la maggior parte delle volte non vengono smaltiti in modo corretto causando ingenti danni all’ambiente.

Così, alcuni studiosi dell’Università dell’Illinois sembra abbiano messo a punto un sistema che permetterebbe ai device di autodistruggersi a distanza, una volta esaurito il ciclo di vita. Attraverso un innesco radiocomandato in grado di generare calore, sarebbe dunque possibile dissolvere completamente i circuiti dei dispositivi. In  questo modo, smartphone e tablet non finirebbero più in discarica.

La speranza è che questo sistema di autodistruzione venga messo a punto quanto prima; nell’attesa Ecotec vi ricorda sempre di provvedere a un corretto smaltimento dei cosiddetti rifiuti speciali, siano essi toner o altre apparecchiature elettroniche particolarmente dannose per l’ambiente. Per richiedere maggiori informazioni, compilate il nostro form.

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