Arredamento ufficio ecosostenibile

4 preziosi consigli per arredare a impatto zero

Dopo tanti esempi di bioedilizia e arredamento ecosotenibile è giunto il momento di mettere in pratica gli insegnamenti degli ultimi mesi, come? Ecco 4 consigli preziosi che vi aiuteranno a trasformare la casa o l’ufficio in ambienti più ecosotenibili.

  1. Riciclo creativo: il riciclo creativo è la soluzione eco-friendly per eccellenza poiché sfrutta, sapientemente, tutti i materiali e gli utensili che altrimenti sarebbero destinati alla discarica come ad esempio: tappi di sughero, bottiglie di plastica, pallet, pneumatici etc. Con questi materiali è davvero possibile sbizzarrirsi in fantasiose creazioni. Il riciclo dei materiali, ormai, spopola anche tra le aziende ed esistono delle certificazioni apposite, come ad esempio l’ICEA, per l’identificazione di prodotti, mobili e altri oggetti provenienti da materiali riciclati.
  2. Acquisto di mobili in legno certificato: il legno è uno dei materiali più privilegiati nel settore dell’arredamento, tuttavia anche se di origine naturale non è sufficiente a garantirne una provenienza “ecologica” ma soprattutto, che non comporti danni per l’ambiente. Questo è un aspetto molto importante da tenere in considerazione in fase di acquisto poiché disboscare senza gli adeguati accorgimenti comporta la distruzione degli equilibri naturali. Quindi accertatevi sempre che il legno abbia certificazioni come FSC e PEFC in grado di garantirne la provenienza da filiere rispettose.
  3. Arredamento con mobili vintage: i mobili vintage sono 100% eco-friendly e il riutilizzo è un ottimo modo per strapparli alla discarica. Il vintage, inoltre, è una moda che impazza da tempo e basta rimodernare i pezzi aggiungendo un po’ di fantasia.
  4. Privilegiare trattamenti a basso impatto ambientale: quando si parla di sostenibilità ambientale è bene porre attenzione anche ai trattamenti cui vengono sottoposti i mobili. Per questo esistono delle certificazioni, come ad esempio la Ecolabel, volte a premiare i prodotti a basso impatto ambientale e altre certificazioni come ad esempio la EFSA, il cui scopo è quello di informare gli acquirenti sui livelli di tossicità contenuti negli oggetti.

Bene, ora sapete cosa fare. Non dovete fare altro che rimboccarvi le maniche!

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